martedì 22 marzo 2011

L'INTERVENTO E IL NUCLEARE SONO COSI' NECESSARI?

Non c'è che dire, viviamo in un'epoca quanto mai disperata, nella quale siamo privati di qualunque percezione riguardo a chi può essere affidabile o meno e capace di gestire con soverchiante successo una situazione che potrebbe degenerare e porsi fuori da ogni totale controllo umano; un'epoca esente da valori etici la cui condivisione affermata e radicata appare come un miraggio lontano ed inafferrabile. Ma forse uno spiraglio di comprensione collettiva e civile si è aperto, sensibilizzato dinanzi ai terribili fatti che di tanto in tanto regalano qualche sconvolgimento bellico o sismico al nostro pianeta, ma l'unica fascia fredda e impassibile è sempre quella rappresentata dalla deprecabile gerarchia dei politicanti, che ancora non se n'è avveduta dei rischi controproducenti che le sue decisioni comportano a livello internazionale e umanitario. Come potrebbe? Non è in grado per il posto che ricopre. Essere politico significa in primis risolvere i problemi e non mi pare di aver visto qualche politico che finora ne sia stato capace. I giovani, sono fiero di dirlo, saprebbero fare di meglio. Mi riferisco ovviamente alla situazione libica e alle scosse di terremoto in Giappone. E la colpa non è che da attribuire alle stesse classi dirigenti di quasi tutto il mondo, che come sempre ci dimostrano di non essere in grado di gestire le emergenze come dovrebbero. Ma andiamo per ordine. 

In Libia c'è il petrolio, il gas naturale, uranio fissile e sorgenti d'acqua dolce che da tempi immemorabili interessano gli Occidentali in quanto dipendenti da queste forme di energia. Con una richiesta pretestuosa di salvezza del popolo libico, che avrebbe potuto tranquillamente rovesciare il regime per proprio conto in brevissimo tempo, l'Onu ha autorizzato una missione bellica mascherata, come sempre, da missione umanitaria. Ciò che io mi chiedo, e, ci scommetterei, non sono l'unico, è per quanto deve durare ancora questa presa per i fondelli, ovvero questo sbandierato spirito umanitario unitamente al discorso dell'esportazione di democrazia, con scopi, invece, esplicitamente differenti, che esulano da ogni tipo di solidarietà. Spero non molto ancora perché ci vuole poco a scatenare uno scenario apocalittico come prevedeva il Ministro degli Interni Roberto Maroni. Gli Americani sono i primi ad aver orientato le prue delle portaerei in direzione del Mediterraneo, nonostante non ce ne fosse stato assolutamente bisogno. Autorizzate da quello stesso, peraltro deludente, Barak Obama (che non è l'espressione terrena di Gesù come molti credevano), al quale - condividendo io personalmente una richiesta del presidente Chavez - bisognerebbe richiedere indietro il premio Nobel per la pace, in quanto non meritevole di tale onorificenza. Il Colonnello Rais Muammar Gheddafi, si trova legittimamente al potere, in quanto il governo libico è stato riconosciuto da una convenzione internazionale (da tutto il mondo!!!) come giusto e idoneo alla situazione in cui è stato instaurato. Per cui è logico che l'attacco condotto e attivato su richiesta della Francia, che per prima ha necessità di petrolio e uranio fissile per le sue centrali, sia inequivocabilmente scorretto e ancor più illegittimo delle stesse scorribande ordinate contro i ribelli da Gheddafi. Una politica estera decisamente criminale! Un lavoro coi fiocchi, non c'è che dire. Violazione chiara, pure, dell'ormai famoso accordo sulla No Fly Zone a protezione del popolo libico, siglato con la Lega Araba, e che tale violazione ha condannato. I Russi, dal canto loro, hanno espresso un parere ambiguo poiché hanno affermato che da dei controlli di rilevazione satellitare, non sono pervenuti segnali di bombardamenti. Non mi sorprende questa dichiarazione, in quanto Gheddafi ha paventato l'idea di lasciare i giacimenti in mano alle compagnie asiatiche e forse, per un tacito accordo fra le parti, questi stanno dalla sua parte. Quindi, Americani, Francesi e Inglesi conducono le operazioni su autorizzazione Onu, che ormai, per come ragione e opera, non più alcun significato di esistere, mentre gli altri poveri staterelli sottomessi sempre alla causa dei più forti, come l'Italia (Berlusconi sappiamo tutti che non è un decisionista che capeggia, troppo timore e troppe responsabilità, non è da lui), che ha messo in pericolo la sicurezza dei cittadini con le sue basi militari da offrire agli Alleati, mi aspetto che verranno usati e poi lasciati nel liquame non appena i Potenti avranno preso ciò che gli serviva e se ne saranno andati, o semmai la situazione dovesse divenire insostenibile militarmente. Non sarebbe una novità, nel '92 è già successo in Somalia, così come in Iraq. Ad ogni modo, comunque vada, ci saremo lasciati dietro tutti una scia di morte e distruzione che in Tunisia ed Egitto non si è vista (lì di petrolio non ce n'è in effetti!!!). Nessuno ha mai pensato di andare ad invadere Iran, Arabia Saudita o Yemen, dove i regimi sono ancora più repressivi e i popoli ne chiedono nuove riforme e dimissioni dei loro despoti e sovrani. Ma di questi non se ne parla! Lì il petrolio e il gas non ci sono e se ci sono, sicuramente le famiglie regnanti sono in buoni affari con gli Occidentali. Gli Arabi Sauditi o i Qataresi stanno muovendo da mesi o anni le loro truppe contro la piccola monarchia del Barehein, ma nessuno se ne occupa. Non c'è da guadagnarci è logico ma spieghiamolo ai civili che ogni giorno vengono macellati (ricordo il macellaio del Barehein al servizio della Corona inglese, Andersson forse, doveva chiamarsi così)! 


In secondo luogo il sisma nipponico. I Giapponesi si sono accorti, dopo le esperienze di esplosioni di reattori, di difficoltà connesse al contenimento delle pressioni, di raffreddamento dei reattori stessi e, soprattutto, dopo l'inquinamento delle falde ad opera dei noccioli fusi altamente radioattivi e dell'evacuazione nell'atmosfera di vapori potenzialmente pericolosi per la salute, che forse il tema nucleare e quello della sua sicurezza sarebbe da rivedere. Con grande ipocrisia, il nostro Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, a parte l'ignoranza di comparare atomi e cellule per la produzione di energia (spero che il video da me visto non abbia fatto il giro del mondo per un altro evitabile imbarazzismo!), ha dichiarato che il nucleare è pulito e sicuro. Pulito? Sicuro?Ma sa di cosa stiamo parlando? Un'ostinazione pericolosa e frutto di una mente conservatrice e poco consona alla realtà in cui viviamo. E anche Obama, il salvatore del mondo, guarda caso si è espresso a favore. Il nucleare non è mai stato sicuro e mai lo sarà, è bene che se lo ficchino in testa i potenti, l'intelligenza umana non è un optional, bisognerebbe utilizzarlo l'encefalo quale dono naturale. Forse il discorso rinnovabili ancora non gli è ben chiaro, considerando anche (ironia della sorte e forse messaggio naturale indiscutibile!) che le pale eoliche sono le uniche ad avere retto al sisma e sono state le uniche a garantire la continuità dell'erogazione di energia elettrica. Quando ce ne accorgeremo anche in occidente? Bisogna aspettare ancora il prossimo inverno per vederlo realizzato? O altri anni? Io ancora non lo vedo e sinceramente gradirei che ci fosse un progetto energetico che prende spunto da sole ed elementi naturali nel loro complesso per ottenere energia. Se non sarà il governo Berlusconi a farlo, comunque sia nel mio programma della Nuova Era c'è e deve essere coltivato. Verrà attuato in tutte le sue forme. Il nucleare è da considerarsi finito, terminato, bandito, o in alternativa da apporre vicino alle ville dei nostri dirigenti politici. Altro fatto ingiustificabile, i mancati aiuti al popolo giapponese, e la mancata riduzione delle tariffe per tutti coloro, italiani, ai quali era stato chiesto di tornare in Italia. Non ricordo bene....cifre che oscillavano fra 800 e 5000 euro. Assurdo, come il nostro governo, non ci si poteva aspettare diversamente! E ho avuto anche modo di vedere un altro video interessante, cose che nessuno dice, da una fonte quasi completamente attendibile, secondo il quale sembra che i due maremoti in Indonesia e in Giappone siano stati creati appositamente, allo scopo di ricatto probabilmente, ma questo non viene detto. Il sistema prevede un grosso generatore elettrico, che fa parte di un esperimento definito HAARP, che invia delle onde magnetiche di diversi miliardi di watt nell'atmosfera e lo fa ricadere sulla superficie generando quanto abbiamo visto. Lo stesso sistema può essere impiegato per dirigere ed orientare i cicloni nella direzione voluta e modificare anche i fenomeni climatici, così come per ricercare ancora lo stramaledettissimo oro nero. Fantascienza? Finzione? Potrebbe essere, ma potrebbe anche essere vero da ciò che ho visto! E se è vero, io inviterei gli Americani a finirla una volta per tutte con queste sciocchezze, perché per i loro sporchi esperimenti sono morte quasi mezzo milione di persone e sono tutte cose che in altra epoca potrebbero ritorcersi contro di loro alla fine. L'impero romano ha cessato di esistere proprio per le nefandezze e gli eccessi dei suoi gerarchi. Così potrebbe accadere anche agli Americani per la mancata cognizione delle loro responsabilità. Nazione avvisata mezza salvata. A quale scopo poi creare dei terremoti artificiali? La natura ha già in riserbo sufficienti cataclismi da mettere in ginocchio mezzo continente, non è necessario farsi del male con ulteriori tragedie create appositamente. Non pretendo di dire che questo intervento possa cambiare la situazione, ma ad ogni buon conto sono certo che darà il suo contributo per un miglioramento radicale del nostro pianeta. Rammento a tutti che dobbiamo consegnare nelle mani delle future generazioni un pianeta pulito, non radioattivo. Possiamo farcela tutti insieme, siamo ancora in tempo, ma per farlo dobbiamo prima di tutto far tesoro della nostra sovranità sui governi, anche ricorrendo all'insurrezione (Carta dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino), poiché spesso questi dimenticano che sono in carica solo grazie a noi cittadini, altrimenti il loro peso nella società sarebbe equiparabile a quello delle classi meno abbienti, forse clochard, senza potere o visibilità alcuna. Questo è quanto. Per saperne di più:

arthureisendhal.blogspot.com

ARTHUR EISENDHAL leader de La Nuova Era       

   

giovedì 10 marzo 2011

LA SITUAZIONE LIBICA!

In Libia ormai lo sappiamo tutti, la situazione è talmente drammatica da lasciar presupporre che se il suo leader, il Colonnello Rais Muammar Gheddafi, lasciasse il paese (voci che circolano attualmente lo darebbero in fuga verso l'Egitto, ma c'è poco da crederci) vi sarebbe una guerra civile, come ha avuto modo di esprimere uno dei figli del Colonnello, Saadi Gheddafi alla tv araba Al Arabiya. Secondo lui, poi, il paese potrebbe divenire una nuova Somalia, dove varie tribù inizierebbero a distruggersi vicendevolmente. Il destino della Libia comunque sia sarebbe quello. La Casa Bianca, della quale il portavoce è Jay Carney, non ha resistito evidentemente alla tentazione di fare il suo intervento e lo stesso Carney si è espresso chiamando in causa vari punti cruciali, varie opzioni che sono oggetto di attiva discussione. Tra queste vi è quella di armare gli insorti con fornitura di armi americane la No Fly Zone, cioè quella zona in cui gli interventi aeronautici militari non dovrebbero far parte del programma d'intervento americano e anche Roma ha escluso l'ipotesi di un intervento in tale area, sebbene il Ministro degli Esteri Franco Frattini abbia affermato che non si possono negare basi militari e supporto logistico sul Mediterraneo a disposizione della Comunità Internazionale, ovviamente su mandato Onu. Frattini si è incontrato con gli altri Ministri degli Esteri arabi negli Emirati Arabi Uniti, riferendo che è stato il Consiglio di Cooperazione dei Paesi del Golfo a chiedere l'imposizione della No Fly Zone. Questa a mio modo di vedere è comunque un'autentica e nostalgica dimostrazione fascista, del desiderio impellente di militarizzazione del territorio. Roma ha avviato contatti con il Consiglio Nazionale Provvisorio di Bengasi di cui fanno parte gli insorti libici per l'inserimento delle basi. Un'altra dichiarazione di Frattini afferma che comunque sulla No Fly Zone sorvoleranno aerei da ricognizione con il solo scopo d'impedire che gli aerei si alzino in volo, qualunque essi siano e se lo fanno dovranno essere abbattuti. Dichiarazione incresciosa! Gli aerei sono ovviamente militari, di tipo Awacs, e tuttora stanno sorvolando il Paese 24 ore su 24, come ha confermato in una conferenza stampa telefonica il rappresentante USA della NATO Ivo Daalder. 

Cina e Russia sono contrari ad un intervento straniero, in quanto, come consensuale da parte del Ministro degli Interni Roberto Maroni e del Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, ciò porterebbe ad una coalizione  dei popoli arabi e forse, ma si spera che possa non accadere, anche ad un orizzonte militare assolutamente devastante come potrebbe esserlo quello causato da una terza guerra mondiale. Non c'è solo  questo. Anche la possibilità di chi paventa un ingerenza militare esterna, di accaparrarsi del petrolio a basso prezzo (potrebbe essere questo uno dei veri motivi di un intervento!) come ha detto Paolo Ferrero segretario di PRC. Effettivamente il popolo libico ha più bisogno che Onu e Croce Rossa Internazionale si attivino per fornire cibo e medicinali, piuttosto che armi (altro discorso che affronterò quello della fornitura), e sarebbe bene che anche la Lega cooperasse, in controtendenza all'azzeramento dei fondi per la Cooperazione Internazionale, piuttosto che allarmarsi sulla possibile marea di profughi in fuga verso le coste italiane. Ad ogni modo la Nato potrebbe tentare delle opzioni militari comunque e alcune portaerei americane sono già giunte nel Mediterraneo, lasciandosi alle spalle gli avvertimenti di Barak Obama nel suo studio ovale alla Casa Bianca accanto al premier australiano Julia Gillard, con i quali ha sostenuto che chi fosse stato con il Rais avrebbe risposto delle proprie azioni e ne sarebbe stato responsabile. Potrebbe, infatti non è certo, in quanto il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen ha dichiarato che l'organizzazione ha la consapevolezza di una possibile reazione del mondo arabo di fronte ad un intervento militare, per cui si tiene sempre a stretto contatto con la Lega Araba e con l'Unione Africana, con le quali ha creato la No Fly Zone su mandato dell'Onu se Gheddafi dovesse continuare a bombardare i civili. E sempre su mandato dell'Onu una possibile operazione militare. 

Volendo ascoltare il suono di un'altra campana, Gheddafi ha parlato a tv France 24 accusando Al Qaida di quanto sta succedendo, poiché secondo il leader, un gruppo di estremisti ha complottato contro di lui sollevando i moti popolari contro polizia ed esercito (a noi europei non sono sfuggite le sue escandescenze contro il popolo, minacciato di morte se non lo avesse amato come leader!). E si mette a ridere anche sulla questione delle ingerenze straniere, facendo il punto sulla presenza delle società petrolifere europee che hanno forse dimenticato i loro interessi. 

Dal canto mio, ho avuto modo di vedere un video nel quale si dimostra come le informazioni dei media vengono spesso distorte e pompate sul serio per creare scoop. A conclusione del video ho tirato le mie e ho risolto che il paese è diviso in varie zone, alcune di guerra dove si bruciano i corpi a altre, come quella di Bengasi, da sempre considerata città e roccaforte dei ribelli, dove dovrebbe esserci la distruzione più totale e  invece dimora molta tranquillità, mentre i bambini e i loro genitori fanno i soliti acquisti giornalieri. Ci sono uomini armati, ma tutto sommato sembra più una località di villeggiatura che di guerra.  

domenica 6 marzo 2011

PROGETTO SOCIALE UNIVERSAL MODELS!

Vorrei parlarvi di un progetto particolare, che mi sta molto a cuore. Io, Arthur Eisendhal, sono sempre stato un grande appassionato di modellismo, da quello automobilistico a quello navale, da quello dioramico a quello ferroviario, anche se a dire il vero parecchie circostanze non mi hanno permesso di acquisire quell'esperienza che avrei ormai dovuto avere da un pezzo, vuoi per ragioni di spazio, vuoi per ragioni di attrezzature inadatte o di costi insostenibili. Ad ogni modo sono rimasto un pochino deluso dalla superficialità con la quale i maggiori costruttori modellistici hanno confezionato i loro modelli, senza includere nelle scatole di premontaggio elementi fatti di una costruzione particolareggiata e senza dare troppa importanza alla componente di plasmazione dei pezzi che è propria del modellista. Mi spiego meglio, se qualcuno di voi che legge questo articolo è appassionato di modellismo, saprà sicuramente che nella scatola del modello da costruire, che sia anche un'automobile a scoppio, non troverà un motore particolareggiato nella componentistica così come lo è uno vero.

La mia delusione consiste essenzialmente in questo, l'arte del modellismo e la passione intrinseca del modellista risiede principalmente nella lavorazione propria dei pezzi che poi vanno a definire l'intero modello. Forse ciò non è stato fatto per ragioni economiche o per ragioni di spazio, fatto sta che comunque, accortomi di questa cosa, anni fa mi è balenata in testa l'idea di costruire mezzi in scala già definita di qualunque tipo, siano essi vetture, autocarri, treni, aerei o navi, essenzialmente con pezzi soggetti ad una lavorazione e ad una modifica personali, allo scopo di creare qualcosa di unico che avesse potuto apportare soddisfazioni a non finire. 

Sicuramente vi chiederete per quale ragione sto facendo questo discorso. Ve lo spiego subito, cercando di arrivare il prima possibile al nocciolo della questione, che poi tra l'altro è una parte determinante del programma politico della NUOVA ERA. L'idea di lavorare i materiali per costruire modelli artigianali e non preventivamente confezionati industrialmente, mi è venuta anni fa osservando l'affascinante componentistica elettronica e meccanica, ma anche di altra natura, di oggetti destinati, con biglietto di sola andata, alla discarica comunale. Ciò a cui avevo pensato in quel momento era di recuperare e conservare quella componentistica per impiegarla nel modellismo adottando una specie di riciclo parallelo, con evidente enorme contributo all'ambiente. Al tempo non pensavo di generalizzare o universalizzare l'idea, ma, forse anche un po' egoisticamente e non me ne voglia, riflettevo alla possibilità di costruire modelli per conto mio, per mio sfizio personale, quando le condizioni economiche ed abitative me lo avessero permesso, da esporre poi in pubblico. Senza imbarazzo dico che avevo conservato la bellezza di quattordici sacchetti di questa "spazzatura", al dire il vero inodore, ma occupante molto spazio, che hanno apportato però prevedibili polemiche da parte della mia famiglia. Ogni tanto recuperavo anche qualche pezzo di motore dall'officina della 'IPSIA, che ritenevo avrebbe potuto farmi comodo. Per le citate ragioni di spazio, questi sacchetti sono finiti in solaio e successivamente li ho fatti passare per controllare  le condizioni del contenuto. Alcune cose erano inservibili, quindi eliminate in modo permanente e altre, a causa dell'esposizione incondizionata all'aperto nei sacchi, con l'umidità, si è rovinata irrimediabilmente e, arrugginita o ammuffita, ha fatto più o meno la stessa fine. Un gran peccato. Attualmente di quel materiale sono rimasti solamente tre sacchetti contenenti fortunatamente le cose più importanti e in perfette condizioni, conservati in un luogo atmosfericamente sano. 

Da lì ha preso corpo un progetto ben più gratificante di quanto non avesse fatto una realizzazione strettamente personale dei modelli. Siccome, riflettendoci bene, con questo metodo sarebbe stato ovviamente plausibile costruire più di un modello, con tutte le problematiche che ne sarebbero seguite in materia di spazio a disposizione, probabilmente molto limitato anche all'interno di un laboratorio meccanico, ho pensato all'ambiziosa realizzazione di una scuola di modellismo - ubicazione da definirsi, ma credo che la prima in assoluto sia compresa nel territorio del Comune dove risiedo, con successive diffusioni - il cui nome, un po' globalistico sinceramente, è UNIVERSAL MODELS. In questa scuola io mi propongo di concretizzare la costruzione di vari modelli, già menzionati, per i quali è stata  fissata una scala appropriata per motivi che esporrò fra poco, estremamente dettagliati e funzionanti come quelli veri - senza parsimonia nei dispositivi anche piccoli e difficilmente lavorabili - che poi dovranno essere presentati al pubblico, sia in condizioni di stazionamento sia in condizioni di mobilità. Le scale sono di 1:4 per le vetture, i treni e gli automezzi pesanti in genere; 1: 20 per aerei e navi. Non è stato possibile fissare scale minori per l'impossibilità di costruire i pezzi. Il progetto è interessante e, con eloquente chiarezza, non posso portarlo avanti da solo, bensì ho bisogno dell'aiuto di molte persone che compartecipino con grande forza di volontà e passione. E' interessante perché ha molteplici finalità specifiche conglobate per risolvere contestualmente vari problemi in una sola volta e tali finalità sono le seguenti:

  1. apportare contributi all'ambiente con un primario riciclo parallelo di quello che viene comunemente definito "secco", formato da tutti quei materiali che, una volta usati, non possono essere recuperati per scopi civili o simili nella vita di tutti i giorni, come cancellate, travi di metallo, pezzi di motori anche di una certa dimensione ed eliche di battelli, ecc....Il recupero dovrà essere effettuato con prelievo GRATUITO dalle utenze convenzionali, dai cassoni industriali, dai centri di demolizione di vetture, officine meccaniche o scarti di esercizi commerciali. Sarà fatta eccezione, superfluo dirlo, nei confronti dei rifiuti radioattivi o comunque pericolosi;
  2. impiegare soggetti disabili per favorirne lo sviluppo motorio degli arti, affinarne il senso di precisione nella costruzione dei pezzi, specialmente piccoli e aumentarne l'acume intellettivo e formativo, integrandoli in un ambiente dove si svolgono attività appaganti e psicologicamente soddisfacenti; 
  3. impiegare soggetti in condizioni detentive per combattere in primo luogo la spiacevole piaga dei suicidi in cella, conferendo loro una seconda occasione e, come per i disabili, coinvolgerli in attività che li rendano orgogliosi delle loro creazioni (ripeto che i modelli verranno presentati al pubblico non solo in sede, ma anche all'aperto, dove sarà possibile vederli circolare, volare o navigare). In secondo luogo, per cercare di recuperarli e di sensibilizzarli alla presenza di soggetti disabili. Per questo ultimo punto mi auguro che sia la scelta più razionale possibile e che non sorgano problemi integrativi di gruppo da una parte o dall'altra. Ad ogni modo verranno risolti nella maniera più saggia. Dovrò comunque informarmi su come può avvenire giuridicamente la conversione dalla pena detentiva a quella civile;
  4. dare una valenza didattica al laboratorio, difatti prima e durante la costruzione, deve essere portata avanti la spiegazione sui sistemi (non essendo un tecnico elettronico mi farò aiutare) che concorrono alla composizione del modello, la storia del modello stesso, ma, argomentazione di gran lunga più importante, l'insegnamento di un mestiere (falegname, fabbro, saldatore, tornitore, ecc....) una volta che i soggetti sono stati rilasciati e reinseriti nella società, con evidenti vantaggi nell'inserimento nel mondo del lavoro;
  5. lotta alla criminalità organizzata e in modo particolare agli affari che gravitano attorno al tema spazzatura;

Tutto ciò che ora mi è consentito fare, tanto per cercare di dare il via a questo progetto, è parlare con il sindaco, che conosco da anni unitamente a tutta la sua famiglia, e cercare, se possibile, di metterci d'accordo sulla localizzazione del sito e sull'affitto da pagare, stringere un accordo con l'Associazione Navimodellisti Bolognesi che realizza svariati disegni molto dettagliati in qualunque scala, infine recuperare i macchinari che servono. E' importante poiché devo eseguire da solo o con qualcuno le prime prove di costruzione per verificare che sia effettivamente possibile eseguirla e dare il via al progetto. Non sarà semplice, ma non mi fermerò. Questo è uno dei tanti progetti politici sociali ed ambientali della NUOVA ERA. Sarà inoltre da sistemare e da definire tutto ciò che concerne la scuola in termini di sicurezza e antinfortunistica, con tutte le norme al seguito. Per ora dico questo, successivamente, se sarete interessati, vi terrò informati su come procede. Ciao a tutti, a domani dal grande Arthur Eisendhal! 

giovedì 3 marzo 2011

BREVE STORIA DELL' 8 MARZO!

La festa dell'8 marzo, conosciuta come Festa Internazionale delle Donne è stata riconosciuta, quale ufficializzazione dell'emancipazione femminile e quindi dei suoi diritti, solo nel 1977 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che ha adottato una risoluzione in merito. Ma la storia di questa ricorrenza trova le sue vere origini a metà dell'800, quando nelle fabbriche lavoravano molte donne sfruttate e sottopagate. Precisamente l'8 marzo del 1857, a New York, le donne diedero vita a moti di protesta allo scopo di migliorare le loro condizioni lavorative. Il risultato, come accade sovente in certe situazioni, fu un attacco deciso da parte della polizia. Due anni dopo, sempre nello stesso mese, le donne indissero uno sciopero per gli stessi motivi. 

Nel 1911, in Austria, Danimarca, Germania e Svizzera, si pensò di dedicare questa giornata alle donne, con l'intento di conferire loro tanto il diritto di voto quanto la fine di ogni tipo di discriminazione sessuale, soprattutto sul posto di lavoro. Il 25 marzo dello stesso anno, 140 lavoratrici, sia italiane che ebree, dell'azienda Triangle Shirtwaist Company, morirono in un incendio scoppiato a causa delle precarie condizioni di sicurezza sul lavoro. La portata dell'evento fu radicale per la fine di ogni discriminazione. Ai funerali parteciparono ben 100.000 persone. Non dobbiamo comunque dimenticare che in vari paesi del mondo come Afghanistan, Algeria, Paesi africani vari, India, ecc....questa risoluzione non è stata riconosciuta e milioni e milioni di donne vivono ancora tremendamente sfruttate, trattate come serve, peggiormente che gli animali da lavoro, spesso considerati più importanti. 

mercoledì 2 marzo 2011

Scusate tutti se non aggiorno il blog ogni giorno, ma questa lentezza è causata da due motivi: il primo che adesso non ho la possibilità di stampare alcuni articoli e poi, cosa ancor più determinante, ogni giorno il numero delle visualizzazioni è talmente basso da indurmi a non avere fretta sulla pubblicazione. Grazie!