domenica 6 marzo 2011

PROGETTO SOCIALE UNIVERSAL MODELS!

Vorrei parlarvi di un progetto particolare, che mi sta molto a cuore. Io, Arthur Eisendhal, sono sempre stato un grande appassionato di modellismo, da quello automobilistico a quello navale, da quello dioramico a quello ferroviario, anche se a dire il vero parecchie circostanze non mi hanno permesso di acquisire quell'esperienza che avrei ormai dovuto avere da un pezzo, vuoi per ragioni di spazio, vuoi per ragioni di attrezzature inadatte o di costi insostenibili. Ad ogni modo sono rimasto un pochino deluso dalla superficialità con la quale i maggiori costruttori modellistici hanno confezionato i loro modelli, senza includere nelle scatole di premontaggio elementi fatti di una costruzione particolareggiata e senza dare troppa importanza alla componente di plasmazione dei pezzi che è propria del modellista. Mi spiego meglio, se qualcuno di voi che legge questo articolo è appassionato di modellismo, saprà sicuramente che nella scatola del modello da costruire, che sia anche un'automobile a scoppio, non troverà un motore particolareggiato nella componentistica così come lo è uno vero.

La mia delusione consiste essenzialmente in questo, l'arte del modellismo e la passione intrinseca del modellista risiede principalmente nella lavorazione propria dei pezzi che poi vanno a definire l'intero modello. Forse ciò non è stato fatto per ragioni economiche o per ragioni di spazio, fatto sta che comunque, accortomi di questa cosa, anni fa mi è balenata in testa l'idea di costruire mezzi in scala già definita di qualunque tipo, siano essi vetture, autocarri, treni, aerei o navi, essenzialmente con pezzi soggetti ad una lavorazione e ad una modifica personali, allo scopo di creare qualcosa di unico che avesse potuto apportare soddisfazioni a non finire. 

Sicuramente vi chiederete per quale ragione sto facendo questo discorso. Ve lo spiego subito, cercando di arrivare il prima possibile al nocciolo della questione, che poi tra l'altro è una parte determinante del programma politico della NUOVA ERA. L'idea di lavorare i materiali per costruire modelli artigianali e non preventivamente confezionati industrialmente, mi è venuta anni fa osservando l'affascinante componentistica elettronica e meccanica, ma anche di altra natura, di oggetti destinati, con biglietto di sola andata, alla discarica comunale. Ciò a cui avevo pensato in quel momento era di recuperare e conservare quella componentistica per impiegarla nel modellismo adottando una specie di riciclo parallelo, con evidente enorme contributo all'ambiente. Al tempo non pensavo di generalizzare o universalizzare l'idea, ma, forse anche un po' egoisticamente e non me ne voglia, riflettevo alla possibilità di costruire modelli per conto mio, per mio sfizio personale, quando le condizioni economiche ed abitative me lo avessero permesso, da esporre poi in pubblico. Senza imbarazzo dico che avevo conservato la bellezza di quattordici sacchetti di questa "spazzatura", al dire il vero inodore, ma occupante molto spazio, che hanno apportato però prevedibili polemiche da parte della mia famiglia. Ogni tanto recuperavo anche qualche pezzo di motore dall'officina della 'IPSIA, che ritenevo avrebbe potuto farmi comodo. Per le citate ragioni di spazio, questi sacchetti sono finiti in solaio e successivamente li ho fatti passare per controllare  le condizioni del contenuto. Alcune cose erano inservibili, quindi eliminate in modo permanente e altre, a causa dell'esposizione incondizionata all'aperto nei sacchi, con l'umidità, si è rovinata irrimediabilmente e, arrugginita o ammuffita, ha fatto più o meno la stessa fine. Un gran peccato. Attualmente di quel materiale sono rimasti solamente tre sacchetti contenenti fortunatamente le cose più importanti e in perfette condizioni, conservati in un luogo atmosfericamente sano. 

Da lì ha preso corpo un progetto ben più gratificante di quanto non avesse fatto una realizzazione strettamente personale dei modelli. Siccome, riflettendoci bene, con questo metodo sarebbe stato ovviamente plausibile costruire più di un modello, con tutte le problematiche che ne sarebbero seguite in materia di spazio a disposizione, probabilmente molto limitato anche all'interno di un laboratorio meccanico, ho pensato all'ambiziosa realizzazione di una scuola di modellismo - ubicazione da definirsi, ma credo che la prima in assoluto sia compresa nel territorio del Comune dove risiedo, con successive diffusioni - il cui nome, un po' globalistico sinceramente, è UNIVERSAL MODELS. In questa scuola io mi propongo di concretizzare la costruzione di vari modelli, già menzionati, per i quali è stata  fissata una scala appropriata per motivi che esporrò fra poco, estremamente dettagliati e funzionanti come quelli veri - senza parsimonia nei dispositivi anche piccoli e difficilmente lavorabili - che poi dovranno essere presentati al pubblico, sia in condizioni di stazionamento sia in condizioni di mobilità. Le scale sono di 1:4 per le vetture, i treni e gli automezzi pesanti in genere; 1: 20 per aerei e navi. Non è stato possibile fissare scale minori per l'impossibilità di costruire i pezzi. Il progetto è interessante e, con eloquente chiarezza, non posso portarlo avanti da solo, bensì ho bisogno dell'aiuto di molte persone che compartecipino con grande forza di volontà e passione. E' interessante perché ha molteplici finalità specifiche conglobate per risolvere contestualmente vari problemi in una sola volta e tali finalità sono le seguenti:

  1. apportare contributi all'ambiente con un primario riciclo parallelo di quello che viene comunemente definito "secco", formato da tutti quei materiali che, una volta usati, non possono essere recuperati per scopi civili o simili nella vita di tutti i giorni, come cancellate, travi di metallo, pezzi di motori anche di una certa dimensione ed eliche di battelli, ecc....Il recupero dovrà essere effettuato con prelievo GRATUITO dalle utenze convenzionali, dai cassoni industriali, dai centri di demolizione di vetture, officine meccaniche o scarti di esercizi commerciali. Sarà fatta eccezione, superfluo dirlo, nei confronti dei rifiuti radioattivi o comunque pericolosi;
  2. impiegare soggetti disabili per favorirne lo sviluppo motorio degli arti, affinarne il senso di precisione nella costruzione dei pezzi, specialmente piccoli e aumentarne l'acume intellettivo e formativo, integrandoli in un ambiente dove si svolgono attività appaganti e psicologicamente soddisfacenti; 
  3. impiegare soggetti in condizioni detentive per combattere in primo luogo la spiacevole piaga dei suicidi in cella, conferendo loro una seconda occasione e, come per i disabili, coinvolgerli in attività che li rendano orgogliosi delle loro creazioni (ripeto che i modelli verranno presentati al pubblico non solo in sede, ma anche all'aperto, dove sarà possibile vederli circolare, volare o navigare). In secondo luogo, per cercare di recuperarli e di sensibilizzarli alla presenza di soggetti disabili. Per questo ultimo punto mi auguro che sia la scelta più razionale possibile e che non sorgano problemi integrativi di gruppo da una parte o dall'altra. Ad ogni modo verranno risolti nella maniera più saggia. Dovrò comunque informarmi su come può avvenire giuridicamente la conversione dalla pena detentiva a quella civile;
  4. dare una valenza didattica al laboratorio, difatti prima e durante la costruzione, deve essere portata avanti la spiegazione sui sistemi (non essendo un tecnico elettronico mi farò aiutare) che concorrono alla composizione del modello, la storia del modello stesso, ma, argomentazione di gran lunga più importante, l'insegnamento di un mestiere (falegname, fabbro, saldatore, tornitore, ecc....) una volta che i soggetti sono stati rilasciati e reinseriti nella società, con evidenti vantaggi nell'inserimento nel mondo del lavoro;
  5. lotta alla criminalità organizzata e in modo particolare agli affari che gravitano attorno al tema spazzatura;

Tutto ciò che ora mi è consentito fare, tanto per cercare di dare il via a questo progetto, è parlare con il sindaco, che conosco da anni unitamente a tutta la sua famiglia, e cercare, se possibile, di metterci d'accordo sulla localizzazione del sito e sull'affitto da pagare, stringere un accordo con l'Associazione Navimodellisti Bolognesi che realizza svariati disegni molto dettagliati in qualunque scala, infine recuperare i macchinari che servono. E' importante poiché devo eseguire da solo o con qualcuno le prime prove di costruzione per verificare che sia effettivamente possibile eseguirla e dare il via al progetto. Non sarà semplice, ma non mi fermerò. Questo è uno dei tanti progetti politici sociali ed ambientali della NUOVA ERA. Sarà inoltre da sistemare e da definire tutto ciò che concerne la scuola in termini di sicurezza e antinfortunistica, con tutte le norme al seguito. Per ora dico questo, successivamente, se sarete interessati, vi terrò informati su come procede. Ciao a tutti, a domani dal grande Arthur Eisendhal! 

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