giovedì 10 marzo 2011

LA SITUAZIONE LIBICA!

In Libia ormai lo sappiamo tutti, la situazione è talmente drammatica da lasciar presupporre che se il suo leader, il Colonnello Rais Muammar Gheddafi, lasciasse il paese (voci che circolano attualmente lo darebbero in fuga verso l'Egitto, ma c'è poco da crederci) vi sarebbe una guerra civile, come ha avuto modo di esprimere uno dei figli del Colonnello, Saadi Gheddafi alla tv araba Al Arabiya. Secondo lui, poi, il paese potrebbe divenire una nuova Somalia, dove varie tribù inizierebbero a distruggersi vicendevolmente. Il destino della Libia comunque sia sarebbe quello. La Casa Bianca, della quale il portavoce è Jay Carney, non ha resistito evidentemente alla tentazione di fare il suo intervento e lo stesso Carney si è espresso chiamando in causa vari punti cruciali, varie opzioni che sono oggetto di attiva discussione. Tra queste vi è quella di armare gli insorti con fornitura di armi americane la No Fly Zone, cioè quella zona in cui gli interventi aeronautici militari non dovrebbero far parte del programma d'intervento americano e anche Roma ha escluso l'ipotesi di un intervento in tale area, sebbene il Ministro degli Esteri Franco Frattini abbia affermato che non si possono negare basi militari e supporto logistico sul Mediterraneo a disposizione della Comunità Internazionale, ovviamente su mandato Onu. Frattini si è incontrato con gli altri Ministri degli Esteri arabi negli Emirati Arabi Uniti, riferendo che è stato il Consiglio di Cooperazione dei Paesi del Golfo a chiedere l'imposizione della No Fly Zone. Questa a mio modo di vedere è comunque un'autentica e nostalgica dimostrazione fascista, del desiderio impellente di militarizzazione del territorio. Roma ha avviato contatti con il Consiglio Nazionale Provvisorio di Bengasi di cui fanno parte gli insorti libici per l'inserimento delle basi. Un'altra dichiarazione di Frattini afferma che comunque sulla No Fly Zone sorvoleranno aerei da ricognizione con il solo scopo d'impedire che gli aerei si alzino in volo, qualunque essi siano e se lo fanno dovranno essere abbattuti. Dichiarazione incresciosa! Gli aerei sono ovviamente militari, di tipo Awacs, e tuttora stanno sorvolando il Paese 24 ore su 24, come ha confermato in una conferenza stampa telefonica il rappresentante USA della NATO Ivo Daalder. 

Cina e Russia sono contrari ad un intervento straniero, in quanto, come consensuale da parte del Ministro degli Interni Roberto Maroni e del Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, ciò porterebbe ad una coalizione  dei popoli arabi e forse, ma si spera che possa non accadere, anche ad un orizzonte militare assolutamente devastante come potrebbe esserlo quello causato da una terza guerra mondiale. Non c'è solo  questo. Anche la possibilità di chi paventa un ingerenza militare esterna, di accaparrarsi del petrolio a basso prezzo (potrebbe essere questo uno dei veri motivi di un intervento!) come ha detto Paolo Ferrero segretario di PRC. Effettivamente il popolo libico ha più bisogno che Onu e Croce Rossa Internazionale si attivino per fornire cibo e medicinali, piuttosto che armi (altro discorso che affronterò quello della fornitura), e sarebbe bene che anche la Lega cooperasse, in controtendenza all'azzeramento dei fondi per la Cooperazione Internazionale, piuttosto che allarmarsi sulla possibile marea di profughi in fuga verso le coste italiane. Ad ogni modo la Nato potrebbe tentare delle opzioni militari comunque e alcune portaerei americane sono già giunte nel Mediterraneo, lasciandosi alle spalle gli avvertimenti di Barak Obama nel suo studio ovale alla Casa Bianca accanto al premier australiano Julia Gillard, con i quali ha sostenuto che chi fosse stato con il Rais avrebbe risposto delle proprie azioni e ne sarebbe stato responsabile. Potrebbe, infatti non è certo, in quanto il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen ha dichiarato che l'organizzazione ha la consapevolezza di una possibile reazione del mondo arabo di fronte ad un intervento militare, per cui si tiene sempre a stretto contatto con la Lega Araba e con l'Unione Africana, con le quali ha creato la No Fly Zone su mandato dell'Onu se Gheddafi dovesse continuare a bombardare i civili. E sempre su mandato dell'Onu una possibile operazione militare. 

Volendo ascoltare il suono di un'altra campana, Gheddafi ha parlato a tv France 24 accusando Al Qaida di quanto sta succedendo, poiché secondo il leader, un gruppo di estremisti ha complottato contro di lui sollevando i moti popolari contro polizia ed esercito (a noi europei non sono sfuggite le sue escandescenze contro il popolo, minacciato di morte se non lo avesse amato come leader!). E si mette a ridere anche sulla questione delle ingerenze straniere, facendo il punto sulla presenza delle società petrolifere europee che hanno forse dimenticato i loro interessi. 

Dal canto mio, ho avuto modo di vedere un video nel quale si dimostra come le informazioni dei media vengono spesso distorte e pompate sul serio per creare scoop. A conclusione del video ho tirato le mie e ho risolto che il paese è diviso in varie zone, alcune di guerra dove si bruciano i corpi a altre, come quella di Bengasi, da sempre considerata città e roccaforte dei ribelli, dove dovrebbe esserci la distruzione più totale e  invece dimora molta tranquillità, mentre i bambini e i loro genitori fanno i soliti acquisti giornalieri. Ci sono uomini armati, ma tutto sommato sembra più una località di villeggiatura che di guerra.  

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