Sto osservando con particolare interesse quello che sta accadendo in Nord Africa in questi giorni. Ha iniziato il popolo tunisino determinando di fatto la caduta del regime di Ben Alì, che tra l'altro sembra sia deceduto nei giorni scorsi a causa di una complicazione da stato comatoso. L'ondata di proteste, che peraltro mi sono accorto sono durate ben poco, a dimostrazione dell'effettiva fragilità del sistema politico dittatoriale della Tunisia, si è estesa all'Egitto, poiché fonte di grande coraggio e di speranza. Hosni Moubarak ha cambiato alcuni articoli della Costituzione e ha ceduto subito di fatto i poteri al suo vice Soulemain, pur non dimettendosi immediatamente, con il pretesto che la sua sparizione improvvisa avrebbe ingenerato una sanguinosissima guerra civile. Sarebbe scoppiata comunque. Ora il vento di protesta sta investendo anche la Libia, Gheddafi vuol far credere di essere forte, ma in realtà è solamente tutto fumo negli occhi. Il fatto eclatante che abbia ordinato alla sua aeronautica di bombardare i civili e i militari (ma anche bruciarli vivi!) che si fossero rifiutati di sparare sulla folla, da chiaramente adito a dei pensieri che la dicono lunga su quando Gheddafi sia impaurito e timoroso del suo popolo. Una delle cose più ignobili è poi il sostegno italiano. Ora sembra anche che aerei italiani siano partiti per bombardare Tripoli, per fare ciò che alcuni piloti libici non sono stati in grado di fare. Ma sembra anche che sia tutta una bufala poichè anche La Russa non andrebbe mai contro l'art.11 della Costituzione: L'ITALIA RIPUDIA LA GUERRA COME STRUMENTO DI OFFESA AD ALTRI POPOLI E COME MEZZO DI RISOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE INTERNAZIONALI. CONSENTE, IN CONDIZIONI DI PARITA' CON GLI ALTRI STATI, ALLE LIMITAZIONI DI SOVRANITA' NECESSARIE AD UN ORDINAMENTO CHE ASSICURI LA PACE E LA GIUSTIZIA FRA LE NAZIONI. PROMUOVE E FAVORISCE LE ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI RIVOLTE A TALE SCOPO. Si inizia anche in Marocco, dove si chiedono nuove riforme e una nuova Costituzione che preveda anche poteri limitati per il Re. In Arabia Saudita e Giordania le proteste sono dietro l'angolo, sempre allo scopo di richiedere più diritti e nuove riforme. I Maya avevano previsto questo alle soglie del tanto atteso 21 dicembre 2012, la chiamavano "la rivolta dei Muslim", ovvero dei musulmani del NordAfrica, che avrebbe condotto ad una nuova epoca nel mondo arabo. Siamo solo agli inizi e per completare le proteste si dovrà fare una rivoluzione anche dal punto di vista religioso, contro l'islam, ma per quello si dovrà ancora aspettare a lungo!
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